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martedì 29 gennaio 2019

Nuovi obblighi di comunicazione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni derivanti dalla Legge n. 132 del 1^ dicembre 2018 (c.d. decreto sicurezza  

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Forze di Polizia - p.ruiu - Commenti: 0 - martedì 29 gennaio 2019 - 21:59:10

Nuovi obblighi di comunicazione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni derivanti dalla Legge n. 132 del 1^ dicembre 2018 (c.d. decreto sicurezza)


In Download FORZE DI POLIZIA ----> Disposizioni del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni


venerdì 25 maggio 2018

Direttiva del Procuratore: comunicazione notizie di reato e di segnalazioni civili; interventi nei casi di violenza domestica  

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Generale - p.ruiu - Commenti: - venerdì 25 maggio 2018 - 00:08:19



martedì 22 maggio 2018

INFORMAZIONI PER IL TESTIMONE  

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Generale - p.ruiu - Commenti: - martedì 22 maggio 2018 - 16:55:27


PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PER I MINORENNI
B O L O G N A

INFORMAZIONI PER I TESTIMONI

Il testimone è colui che ha assistito a fatti di reato, e comunque che è a conoscenza di circostanze utili all’Autorità Giudiziaria per la ricostruzione di un fatto oggetto di un processo penale.

Obblighi
La persona chiamata a rendere testimonianza ha l’obbligo:
- di presentarsi
- di rispondere secondo verità
In caso di mancata presentazione nel luogo, giorno e ora stabiliti nella citazione, senza addurre legittimo impedimento, il giudice può ordinare l’accompagnamento coattivo del testimone, e può altresì condannarlo, con ordinanza, al pagamento di una somma da € 51 a € 516 a favore della cassa delle ammende, nonché alle spese alle quali la mancata comparizione ha dato causa (art. 133 c.p.p.).
Il codice punisce con la reclusione da due a sei anni la falsa testimonianza, la testimonianza reticente e il rifiuto di rispondere (art. 372 c.p.).

Hanno l’obbligo di comparire, ma possono astenersi dal testimoniare:
- i prossimi congiunti dell’imputato, che hanno la facoltà, ma non l’obbligo di deporre, salvi i casi in cui abbiano presentato denuncia o querela, ovvero essi o un prossimo coniunto siano offesi dal reato;
- i ministri di confessioni religiose, gli avvocati, i notai, i medici, gli esercenti una professione per la quale sono tenuti al segreto professionale, i pubblici ufficiali tenuti al segreto d’ufficio, salvi i casi in cui hanno l’obbligo di riferire su ciò che hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, ovvero quando devono deporre su fatti costituenti reato perseguibile d’ufficio.

Impedimenti
Se il testimone, il giorno fissato per l’udienza, si trova in una situazione che gli rende impossibile la presenza, deve comunicarlo tempestivamente, inviando la comunicazione contenente le ragioni dell’impedimento, e l’eventuale certificazione, all’indirizzo di posta elettronica:

procmin.bologna@giustizia.it
dibattimento.procmin.bologna@giustiziacert.it (per i soli titolari di posta elettronica certificata)

Il testimone che invierà la giustificazione recante l’indicazione del legittimo impedimento a comparire verrà convocato per l’udienza successiva.
Se l’impedimento è di natura permanente, e quindi comporta l’impossibilità assoluta di comparire a qualsiasi udienza, ciò dovrà risultare espressamente dalla certificazione inviata.

Indennità
Gli artt. 45-48 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 prevedono un’indennità per l’impegno prestato dal testimone.
In particolare:
- spetta l’indennità di € 0,36 al giorno ai testimoni residenti nel comune in cui si trova l’ufficio giudiziario davanti al quale sono stati citati, ovvero residenti in un comune che dista non oltre due chilometri e mezzo da quello presso il quale ha sede l’ufficio giudiziario (art. 45);
- ai testimoni non residenti spetta il rimborso delle spese di viaggio, per andata e ritorno, pari al prezzo del biglietto di seconda classe sui servizi di linea o al prezzo del biglietto aereo di classe economica. In quest’ultimo caso occorrre chiedere prima all’autorità giudiziaria l’autorizzazione al volo aereo, inviano la richiesta agli indirizzi di posta elettronica sopra indicati.
Spetta, inoltre, l'indennità di euro 0,72 per ogni giornata impiegata per il viaggio, e l'indennità di euro 1,29 per ogni giornata di soggiorno nel luogo dell'esame. Quest'ultima è dovuta solo se i testimoni sono obbligati a rimanere fuori dalla propria residenza almeno un giorno intero, oltre a quello di partenza e di ritorno (art. 46);
- ai testimoni minori di anni 14 non spetta alcuna indennità;
- agli accompagnatori di testimoni minori degli anni quattordici o invalidi gravi spettano il rimborso spese e le indennità di cui agli articoli 45 e 46, sempre che essi stessi non siano testimoni;
- ai dipendenti pubblici, chiamati come testimoni per fatti inerenti al servizio, spettano il rimborso spese e le indennità di cui agli articoli 45 e 46, salva l'integrazione, sino a concorrenza dell'ordinario trattamento di missione, corrisposta dall'amministrazione di appartenenza (art. 48).
La richiesta di indennità va presentata alla cancelleria penale del Tribunale per i Minorenni di Bologna entro cento giorni dalla data della testimonianza.
Il cancelliere presso il Tribunale, a richiesta, rilascia al testimone il certificato necessario per giustificare l’assenza dal luogo di lavoro.


giovedì 17 settembre 2015

LIbro bianco sulle strutture di accoglienza per minori nella regione Emilia-Romagna (Anni 2011-2012-2013)  

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Generale - Fabrizio Cavani - Commenti: - giovedì 17 settembre 2015 - 10:41:34

Questo volume nasce da un’idea e da una proposta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna: pubblicare, in una specie di “libro bianco”, tutti i dati dei minorenni passati dalle comunità residenziali della Regione e trasmessi a quella Procura dalle comunità stesse, in adempimento dell’obbligo sancito dall’art. 9 comma 2 della l. 1983 n. 184, come modif. dalla l. 2001 n. 149. Si tratta di dati che le comunità inviano alla Procura al momento dell’ingresso di un minore e di ogni successiva variazione, e che vengono raccolti ed elaborati in una banca dati creata dalla stessa Procura, denominata GECO (Gestione Comunità).
Per la precisione, la norma sopra richiamata – erede, come si dirà, di una lunga storia – parla di elenchi semestrali, e non di segnalazioni individuali e neppure di segnalazioni immediate. Ma non si può negare che le procure per i minorenni, divenute con la riforma del 2001 le sole titolari del potere di attivare presso il tribunale per i minorenni il procedimento di adottabilità, abbiano assai più di prima il compito di monitorare la situazione dell’infanzia e dell’adolescenza a rischio di abbandono e di maltrattamento e di chiedere al giudice un provvedimento di protezione. Per questo, il sistema messo in atto dalla Procura minorile di Bologna consente una individuazione più tempestiva dei casi in cui i diritti della persona di età minore sono compromessi o violati.
L’ufficio del Garante regionale, a norma dell’art. 2 lettera N) della l.r. E.R. 2005 nr. 9, ha tra le
altre funzioni quella di collaborare agli interventi di raccolta ed elaborazione di tutti i dati relativi all’infanzia e all’adolescenza in ambito regionale.
E’ in questo spirito collaborativo che esso ha raccolto l’invito del Procuratore, e chiesto l’intervento degli Organi regionali interessati.


Il libro bianco é disponibile qui : Libro bianco sulle comunità

Minori accolti
Garante per l'infazia e l'adolescenza - libro bianco


martedì 22 aprile 2014

Imputati minorenni: é competente il Gup per l'abbreviato a seguito di decreto immediato  

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Generale - Fabrizio Cavani - Commenti: 0 - martedì 22 aprile 2014 - 13:07:57

Si segnala che il 18 dicembre 2013 con l’ordinanza numero 51141 era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto:

Se nel procedimento a carico di imputati minorenni, la competenza per il giudizio abbreviato, instaurato a seguito di decreto di giudizio immediato, spetti al giudice per le indagini preliminari ovvero al giudice dell’udienza preliminare nella composizione collegiale, prevista dall’art. 50 bis del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12.”.

Il 27 febbraio 2014, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risposto al quesito fornendo la seguente soluzione: spetta al giudice dell’udienza preliminare nella composizione collegiale.

Le Sezioni Unite hanno così condiviso la tesi esposta nella stessa ordinanza di rimessione secondo cui sarebbe corretto ritenere che debba essere il G.U.P. (Tribunale per i minorenni nella composizione prevista per l’udienza preliminare: organo collegiale formato da due giudici onorari e un solo magistrato togato) e non il G.I.P. (magistrato togato, organo monocratico) a dover giudicare nel caso di giudizio abbreviato instaurato a seguito di giudizio immediato di un minorenne.


Ordinanza numero 51141 del 18 dicembre 2013

Si segnala che la prima impugnazione , rigettata, fu proposta già 5 anni fa dal Sig. Procuratore della Repubblica Presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona dott. Ugo Pastore.


Fonte

Segn. Sig. Procuratore dott. Ugo Pastore

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